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Telescopio, è italiano il primo modulo di vetro

23 Dicembre 2012 , Scritto da Eleonora Gitto Con tag #curiosando

Telescopio, è italiano il primo modulo di vetro

Si chiama XOU_BB X-ray (Optical Unit BreadBoard) il prototipo tutto italiano del primo modulo europeo di ottiche per astronomia X interamente in vetro presentato recentemente all’ESA (Agenzia Spaziale Europea), finanziatrice del progetto.

Il modulo è stato realizzato nei laboratori dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Brera, diretto da Giovanni Pareschi che ci ha tenuto a precisare che la maggiore sfida tecnologica per la realizzazione dei telescopi X di nuova generazione è di trovare un processo di replica basato su materiali rigidi e relativamente leggeri, come appunto il vetro. L’utilizzo di questo materiale presenta ovvie difficoltà legate alla sua fragilità, ma le simulazioni e gli studi svolti ci dicono che una struttura ben costruita è in grado di sopravvivere alla fase di lancio nello spazio.

I ricercatori che hanno creduto nel progetto al punto di realizzarlo con successo, hanno costruito modulo formato da venti strati impilati uno sull’altro attraverso l’uso di distanziatori in vetro, denominati ribs, e racchiusi tra due elementi strutturali, sempre in vetro, che danno rigidità all’intero modulo. Il prototipo è formato da venti strati impilati uno sull’altro attraverso l’uso di distanziatori in vetro, denominati ribs, e racchiusi tra due elementi strutturali, sempre in vetro, che danno rigidità all’intero modulo. Ogni strato, a sua volta, è composto di due segmenti di specchi X ottenuti attraverso la tecnica dello slumping: gli specchi sono inizialmente incurvati a caldo sopra uno stampo e, successivamente, assemblati utilizzando una macchina di integrazione (Integration Machine, IMA) progettata allo scopo e in grado di impartire ai segmenti la forma di paraboloide o iperboloide richiesta dal disegno ottico dell’intero telescopio (Wolter I). I fotoni X intercettati dal modulo ottico sono focalizzati a 20 m di distanza con risoluzioni migliori di 40 arcsec (secondo d'arco" è una misura angolare particolarmente utilizzato in astronomia. Un secondo di tempo equivale a quindici secondi d'arco della rotazione terrestre). Integrando su un satellite diverse decine di questi moduli è possibile costruire un telescopio X con aree di raccolta di diversi metri quadrati.

Il risultato così ottenuto è di grande rilevanza scientifica perché dimostra empiricamente che la tecnica di slumping sviluppata dall’INAF presenta tutte le potenzialità per essere impiegata nella produzione di telescopi per raggi X a grande area di raccolta e ottima risoluzione angolare. Ora il passo successivo è quello di ottenere risoluzioni angolari ancora migliori: ci stiamo già lavorando e a breve realizzeremo un secondo prototipo. Alla ricerca hanno partecipato un pool di piccole industrie italiane specializzate tra cui ADS International, BCV Progetti, Media Lario Technologies, la Stazione Sperimentale del Vetro di Venezia e l’Istituto Max Planck MPE di Monaco.

Fonte Media.Inaf.it

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