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TELESCOPIO, COME FUNZIONA? PICCOLE CURIOSITA'

10 Settembre 2012 , Scritto da Eleonora Gitto Con tag #astronomia

Contrariamente a quello che molti pensano, il telescopio non venne inventato da Galileo Galilei, bensì da Hans Lipperhey, un ottico olandese, intorno all'anno 1.608. Ma è l'astronomo e matematico italiano che comunque ne ha intuito appieno le potenzialità.

Galileo Galilei perfezionò a tal punto il telescopio che, in pochi anni, fece una serie di clamorose scoperte: dai satelliti di Giove, alla natura della Via Lattea, ai mari e crateri della Luna. Fu lui a dare inizio, in maniera compiuta, con le sue osservazioni e col suo “metodo sperimentale”, alla scienza moderna propriamente detta. Un telescopio è un sistema di lenti o di specchi (più o meno complesso) con fondamentalmente due scopi: ingrandire e aumentare la quantità di luce raccolta, che deve essere superiore a quella percepita dall'occhio umano. Diversamente dal microscopio, per il telescopio è importante amplificare la luce, piuttosto che aumentare le dimensioni dell'immagine. Questo lo si ottiene, otticamente parlando, aumentando il diametro dello specchio o della lente principale. Maggiore è la superficie, maggiore è la quantità di luce raccolta, che per l'appunto varia in maniera direttamente proporzionale al quadrato del diametro dello specchio o lente.

La “capacità risolutiva”, cioè di distinguere dettagli, è invece direttamente proporzionale al diametro lineare dello specchio o lente. Abbiamo fatto la distinzione fondamentale fra specchio e lente: i telescopi, infatti, si dividono in due grandi categorie: a lente (rifrattori) e a specchio (riflettori). Nel primo caso, fondamentalmente l'immagine viene rifratta da una lente (o da più lenti) e concentrata in un punto chiamato “fuoco”, laddove interviene un altro sistema ottico (oculare) a “raccogliere” quest'immagine, amplificandola secondo le convenienze. L'ingrandimento complessivo del sistema è dato dal rapporto tra la lunghezza focale della lente o specchio principale, e quella dell'oculare. Ad esempio, se la lunghezza focale del telescopio è di 100 cm e quella dell'oculare è di 10 mm, l'ingrandimento sarà di 10 volte. Nei riflettori, cambia il funzionamento “ottico”, nel senso che lo specchio principale, invece di rifrangere l'immagine, la riflette e la condensa in un punto. In questo caso però, i sistemi risultano più complessi e danno luogo a diverse combinazioni ottiche a secondo del grado di purezza dell'immagine che si vuole raggiungere, o anche solo della comodità d'osservazione. Esistono così la combinazione “Newton”, la più semplice, e poi le più complesse e complete (Cassegrain, Schmidt Cassegrain, Ritchey Chretien ed altre).

Telescopio

Telescopio

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