Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Alterele

IL COLORE DEL CIELO TRA ARTE E SCIENZA

10 Settembre 2012 , Scritto da Eleonora Gitto Con tag #curiosando

Il blu. Colore che richiama, al pari del bianco, la purezza, gli spazi, fors’anche l’astrattezza assoluta della libertà. In natura lo si trova, almeno nella nostra più immediata percezione, nel mare e, soprattutto, nel cielo.

Cieli blu, amore blu, occhi blu…Canzoni, poesie, quadri sono pieni di questo colore “sospirato”, foriero di alti e superiori pensieri. Ma è soprattutto il cielo blu a fare la parte del leone nel mondo dell’arte e in generale in quello immaginifico della nostra mente: un esempio fra i più mirabili è senza dubbio il blu dello sfondo del michelangiolesco Giudizio Universale nella Cappella Sistina. Dopo il restauro, questa tinta purissima è venuta di nuovo prepotentemente in auge, ad indicare l’ambito generale, diffuso, di trascendenza che fa da sfondo ad ogni vicenda umana o divina.

Ma perché il cielo è blu?

Qual è la motivazione scientifica di un simile evento? Possiamo approcciare il problema semplificandolo in modo da renderlo comprensibile ai più, ovvero assumendo che l’aria, l’atmosfera terrestre sia un enorme filtro. Pensiamo, cioè, a ciò che accade posizionando un filtro davanti all'obiettivo di una macchina fotografica: i filtri rosso o giallo, ad esempio, che si utilizzano nella fotografia analogica in bianco e nero per dare più contrasto alle immagini, se utilizzati nelle foto a colori, "virano" l'immagine verso un altro colore che si desidera enfatizzare. Non molto diverso è il discorso del filtro atmosferico "attivo" ogniqualvolta si “fotografa il cielo con lo sguardo". La luce prodotta dalla nostra stella, il Sole, è fondamentalmente bianca; la luce bianca è a sua volta la sommatoria di vari colori, ognuno avente una particolare lunghezza d’onda (e frequenza) nello spettro elettromagnetico del visibile. Si va dal violetto al rosso intenso, nella ben nota scomposizione che vediamo attraverso un prisma o, in maniera molto più naturale e spettacolare, nei meravigliosi arcobaleni in cielo. Questo filtro, fatto di gas e pulviscolo atmosferico, tende a bloccare le frequenze al di sopra dei 500 nanometri, quindi i colori come il verde, il giallo e il rosso, lasciando invece passare la frequenze al di sotto di quella soglia, cioè sostanzialmente il colore blu.

Guardando quindi il cielo di giorno, ammesso che non via siano altri ostacoli che si frappongano verso l’alto (ad esempio le nubi) avremo la percezione del colore blu, un regalo del nostro Sole donato in maniera così splendidamente poetica dall’immenso filtro dell’atmosfera terrestre.

Il blu tra cielo e mare

Il blu tra cielo e mare

Condividi post

Commenta il post