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Abell 30, una favola stellare

21 Novembre 2012 , Scritto da Eleonora Gitto Con tag #astronomia, #curiosando

Abell 30 - Un primo piano che mostra dati a raggi X di Chandra nei dati viola e ottica di Hubble in arancione. Un punto di vista più grande mostra ottico e raggi X i dati dal Kitt Peak e XMM-Newton, rispettivamente, dove i dati ottico è di colore arancione, verde e blu, e di emissione di raggi X è di colore viola.

C’era una volta una stella in agonia…Così potrebbe iniziare la storia cosmica di Abell 30, la stella ritornata a splendere per “brevi momenti” durati circa venti anni!

Simile al nostro Sole, Abell 30 dista 5.500 anni luce dalla Terra. I telescopi spaziali Hubble e Chandra (Nasa), XMN-Newton (ESA) e Kitt Peak (National Observatory – Arizona) hanno reso visibile la sua resurrezione attraverso un suggestivo collage di immagini dalle quali si vede come sia rinata dalle sue ceneri stellari prima di scomparire, forse, definitivamente. Da questa stella ha avuto origine la Nebulosa che porta il suo nome e, con tutta probabilità fra 4,5 miliardi di anni, allorquando il Sole si sarà spento, la stessa sorte la subirà il nostro Sistema planetario.

Ma raccontiamola tutta questa favola cosmica. Gli astronomi, attraverso le immagini che arrivano oggi (la cosa ha già dell’incredibile!) hanno ricostruito vita, morte e miracoli – e non ci sbagliamo a parlare di miracolo - della Stella. Il processo è iniziato 12.500 anni fa. Alla fine del suo ciclo vitale, il cuore di Abell 30 ha perso l’involucro esterno di gas dando origine al suo processo di espansione. Questo stadio è stato rilevato in modo netto dai telescopi che hanno seguito l’evoluzione della larga bolla di forma quasi sferica che si è formata e che ha iniziato a ingigantirsi nello spazio.

Circa 850 anni fa, la Stella ha ripreso a emettere elio e materiale ricco di carbonio; questo processo ha ricomposto il suo involucro esterno facendola rivivere anche se per poco: infatti dopo appena venti anni (un nostro attimo per la vita cosmica) si è ricontratta provocando come conseguenza una brusca accelerazione del vento stellare, che ha raggiunto una velocità di 4000 chilometri al secondo, oltre quattordici milioni di chilometri all’ora. Questa tempesta stellare ha mescolato il materiale emesso con questa contrazione con quello più lento emesso precedentemente, e così hanno preso forma le strutture complesse dall’aspetto simile a code di comete, come si può vedere nell’immagine visibile nel campo vicino alla stella centrale.

Quando tra circa 4.5 miliardi di anni il nostro Sole esalerà gli ultimi respiri di idrogeno, il vento stellare che si genererà sarà altrettanto violento e il flusso di radiazioni prodotte farà evaporare i pianeti sopravvissuti alla sua fase di espansione di stella “Gigante Rossa”. Beh, tutto questo è di là da venire. Ma a pensarci vengono i brividi lo stesso. Magico e perfetto Universo, dove niente si crea, niente si distrugge, ma tutto, inesorabilmente e immancabilmente, si trasforma..

Abell 30, una favola stellare

Abell 30, una favola stellare

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